Riso e vino: il racconto locale

Riso e vino, così, senza ulteriori precisazioni può già forse dire qualcosa, ma in realtà non significa proprio nulla. Perché qui riso è solo un troppo generico sostantivo che sta per Carnaroli da Carnaroli Pavese. E vino non è altro che l'imprecisa espressione con la quale, in questo caso, si identificano i vini DOC e DOCG dell'Oltrepò Pavese.
A questi due portabandiera della provincia di Pavia, a questo riso e vino che rifiutano decisamente l'anonimato preferendo invece la puntuale qualità dei propri rispettivi nomi, la 636^ Fiera dell'Ascensione di Voghera ha dedicato oggi un importante incontro.
Si tratta del convegno, seguito da showcooking e degustazione, Pop al Top: assaggia l'Oltrepò con gli agrichef, organizzato dal Presidente del Consiglio Comunale Nicola Affronti con l'Assessore ad Ambiente, Turismo, Marketing territoriale e Prodotti tipici Alida Battistella, il Presidente di Terranostra Pavia e consigliere regionale Coldiretti Alberto Lucotti, il Direttore del Consorzio Tutela Vini dell'Oltrepò Pavese Emanuele Bottiroli, con la partecipazione del giornalista, blogger e ambassador Attilio Barbieri, di Mirella Spairani dell'Associazione Calyx e dell'agrichef di Cascina Legra Alessandra Formini.
Folto il pubblico sia di cittadini sia di autorità ed esponenti dell'Amnistrazione comunale. Ed è stata tutt'altro che casuale la presenza a tutto l'incontro del primo cittadino Carlo Barbieri, che ha significativamente chiosato il convegno ponendo l'accento sull'importanza della squadra "Voghera è una città amministrata da persone che vogliono fare quadra con il territorio. Non bisogna concentrarsi sul passato, ma guardare al futuro e al valore aggiunto che Voghera può dare nel contesto delle numerose realtà che rappresentano questo mondo". E non ha mancato di precisare un'occasione di coordinamento delle risorse e delle iniziative, aggiungendo "Con la nostra azienda partecipata, ASM S.p.A., che esprime proprio il territorio anche grazie ai suoi 37 comuni soci, stiamo realizzando un nuovo progetto di aree con colonnine per il rifornimento di auto elettriche. Tra queste, è in previsione la realizzazione di un'area all'uscita autostradale di Medassino e qui, in previsione di un ampio passaggio, potrà nascere un luogo deputato alla promozione e alla vendita dei prodotti tipici".
La disponibilità e l'interesse, in chiave turistica e di crescita economica, di Voghera è arrivata in conclusione di diversi interventi che hanno messo in luce la centralità dell'agroalimentare per la nostra provincia, soprattutto quando si parla di qualità e, ancor più, di autenticità.
Iniziando con Mirella Spairani, che ha illustrato il grande valore dell'Oltrepò Pavese, quale scrigno di biodiversità con oltre 40 erbe spontanee edule, da conoscere e raccogliere nella stagione più ideale (la primavera per la cucina), andando a preservare tradizioni e panorama ecologico attraverso un turismo smart e sostenibile. Ha fatto eco a queste parole Alberto Lucotti, che ha spiegato il significato della parola agrichef. L'iniziativa di Coldiretti, nata in occasione di Expo 2015, è tesa a integrare completamente la filiera, perché lo chef che realizza la preparazione gastronomica e la illustra è allo stesso produttore e intimo conoscitore della materia prima che utilizza. Si realizza così una sorta di narrazione completa, che permette al consumatore, all'ospite di un agrichef, di comprendere davvero il territorio del quale questo cuoco-agricoltore è consapevole, competente e appassionato ambasciatore.
Ritornando a riso e vino, ha poi preso la parola Emanuele Bottiroli, segnalando quanto poco spesso conosciamo il valore, grande, del nostro Oltrepò e snocciolando alcuni dati che lo dimostrano inequivocabilmente: oltre 2000 aziende attive nel comparto vitivinicolo, 13.500 ettari a vigna dei quali 3000 di solo Pinot nero, la più ampia superficie nazionale dedicata a questo importante vitigno internazionale. E dal Pinot nero, con il Metodo classico e i nuovi "esperimenti" di qualità vinificati in rosso, al "sangue" del territorio, quella Bonarda che non è vino per ogni giorno nel senso di vino da poco prezzo. La Bonarda quale espressione di una tradizione centenaria, di una "cucina etnica", la nostra, che va preservata e promossa in senso turistico, per quegli oltre 60 milioni di visitatori che arriveranno in Italia nel 2018 in cerca di arte, monumenti, ma soprattutto esperienze.
Ripercorrendo la curiosa storia che, a metà del secolo scorso, portò alla selezione del vero riso Carnaroli, Attilio Barbieri si è soffermato su ciò che garantisce l'autenticità e la qualità: la tracciabilità. Quella estremamente stringente del Carnaroli da Carnaroli Pavese, marchio collettivo registrato dalla Camera di Commercio di Pavia per certificare questo autentico riso prodotto nella più vasta e importante provincia risicola d'Europa. Contrariamente a ibridi che normalmente finiscono sulle nostre tavole sotto il nome commerciale di Carnaroli, il Carnaroli da Carnaroli Pavese è solo quello prodotto da semente certificata, in campi certificati, da agricoltori che rispettano un disciplinare rigidissimo a garanzia di un riso dolce, cremoso e che tiene perfettamente la cottura.
L'agrichef Alessandra Formini ha quindi unito riso e vino, con i loro nomi corretti, e ha dimostrato come preparare un perfetto risotto con le ortiche, proposto poi in degustazione a tutto il pubblico, dopo un aromatico risotto al limone e un classicissimo risotto con peperone di Voghera.
La Sensia è anche riso e vino, è soprattutto palco privilegiato per confrontarsi e portare sotto i riflettori l'eccellenza vera del territorio.

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