Sacra Spina: una tradizione antichissima

Questa mattina, domenica 28 maggio, alle 11.00 nel Duomo di Voghera si è ripetuta l'antichissima cerimonia della Sacra Spina. Secondo la tradizione, la preziosa reliquia proveniente dalla corona di spine che fu posata sul capo di Cristo prima della sua crocefissione, giunse a Voghera come dono della regina Teodolinda alla Pieve di San Lorenzo. Molto più probabilmente, non troppi decenni prima che la chiesa iriense diventasse Collegiata di San Lorenzo, la reliquia fu portata in città dai Cavalieri di Malta di ritorno da una delle crociate.

E proprio una rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta, insieme con i Vigili del Fuoco, si è occupata, come negli ultimi anni, di calare dall'alto tabernacolo, che svetta sopra all'abside, il reliquiario che contiene la Sacra Spina. Un reliquiario che, a sua volta, possiede una sua tradizione: parrebbe, infatti, che la preziosa teca sia stata donata da Gian Galeazzo Visconti, quello stesso primo duca di Milanao che nel 1382 autorizzò ufficialmente la prima fiera di Voghera in occasione dei festeggiamente del suo patrono San Bovo.

Alla santa messa dell'Ascensione, presieduta dal Vescovo di Tortona mons. Vittorio Francesco Viola, erano presenti le Forze dell'Ordine e le autorità cittadine, tra le quali il Sindaco Carlo Barbieri, il Presidente del Consiglio Comunale Nicola Affronti, il Vicesindaco Giuseppe Fiocchi e l'Assessore Marina Azzaretti. Tantissimi soprattutto i vogheresi e i curiosi, che hanno voluto partecipare a questo particolare momento di devozione popolare che si riaggancia quasi senza mediazioni al Medioevo.

L'importante lavoro dei Vigili del Fuoco, per calare la teca della Sacra Spina, sostituisce uno scenografico apparato che nel Settecento fu progettato dall'importante pittore Paolo Borroni. Le fonti storiche ricordano la Nuvola, un complesso sistema che permetteva all'alto clero vogherese (era forse l'arciprete di San Lorenzo, forse il decano del capitolo) di salire in sicurezza sino al tabernacolo e aprirlo con le sue tre chiavi per permettere ai fedeli la venerazione della Spina.

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