Sensia: una storia lunga 635 anni

È il 1382: l’icona della Vergine nera di Częstochowa viene portata da Gerusalemme a Jasna Góra in Polonia, Trieste si dona a Leopoldo III duca d’Austria, Carlo di Durazzo fa assassinare Giovanna I e diventa re di Napoli con il nome di Carlo III. È il 1382, regna Gian Galeazzo Visconti e a Voghera inizia la prima Fiera dell’Ascensione.
Gli ultimi decenni del Medioevo, in un fiorire di rotte commerciali, vecchie e nuove, viaggi di pellegrini, percorsi di eserciti e soldati, vedono la nascita di una festa e di una celebrazione che è giunta fino a noi immutata nello spirito. Certamente, infatti, la fiera ai suoi albori rappresentava un momento importantissimo nell’arco dell’anno: si incontravano persone e stranieri, si scoprivano nuovi prodotti provenienti da luoghi lontani, si facevano affari o ci si rovinava, si pregava San Bovo e si seguivano le maestose processioni del ricco clero vogherese.

Grande peso, sicuramente, aveva la venerazione della Sacra Spina: la preziosa reliquia, secondo la tradizione donata dalla regina Teodolinda (più probabilmente arrivata a seguito dei cavalieri ospitalieri di ritorno dalle crociate), veniva esposta la domenica dell’ascensione e, dal XVIII secolo, calata dal tabernacolo in cui era riposta a 15 metri di altezza, con la nuvola, un complesso macchinario disegnato dal celebre pittore Paolo Borroni. Ancora oggi la Spina è conservata in un ricco reliquiario che fu donato da Gian Galeazzo Visconti.

Notizie più certe di come si svolgeva la Sensia risalgono all’Ottocento: l’esposizione di un elefante vivo nel 1824, la rappresentazione del volo dell’asino nel 1827, la cuccagna e i fuochi d’artificio dal 1838, la tombola dal 1872 con due buoi in premio. Quando Carlo Gallini era alla guida di Voghera, inoltre, Palazzo Gounela ospitava un opulento rinfresco che riuniva i notabili della città.

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