Voghera, io la vedo così

Domenica 13. Ore 11. Area spettacoli. Queste le coordinate per la prossima presentazione di Voghera, io la vedo così, momento centrale dello Spazio cultura domenicale della Sensia, la 636^ edizione della Fiera dell'Ascensione di Voghera.

Occorre immaginare due persone che dialogano a distanza con linguaggi diversi: l’uno scatta foto a vie, piazze e palazzi di Voghera dal suo cellulare, l’altro “twitta” didascalie alle foto. Questa è la chiave di lettura del libro fotografico Voghera, io la vedo così, pubblicato da Primula Editore di Giorgio Macellari e che vede autore Rocco Balocco (alias Roberto Bensi), esperto in comunicazione informatica e fotografo per passione.
Ai suoi scatti si affiancano i commenti di Flavio Berghella, oltre a inserimenti tratti da precedenti pubblicazioni di Giorgio Macellari e dello stesso Berghella.
Non si tratta del solito, e comunque apprezzabile, reportage della città. L'elemento discriminante è l'obiettivo, quello di un telefono cellulare "intelligente" (per non chiamarlo smartphone), che chiunque ha tra le sue mani, per immortalare momenti veri, non filtrati neppure graficamente. Questo almeno apparentemente, perché il telefono è saldamente nelle mani di un conoscitore di Voghera, che scambia tweet con altrettanti "esperti". Ci si muove così tra i panorami più noti, dai portici al Duomo e dal castello all'ex caserma, come pure in angoli più curiosi, che passano inosservati anche quando diventano involontari fondali dei nostri selfie. Ecco allora cortili storici e viottoli, perle delle periferie e, perché no, una scultura di cavallo che, nonostante la sua decisa centralità, è ignota ai più e segna oggi quel luogo che un tempo permetteva il cambio dei cavalli, appunto.
Immagini e parole raccontano una Voghera che esiste, ma anche una Voghera possibile, con prospettive di rinascita dell’ex manicomio, della locomotiva, dell’ex macello, dell’ex Hotel Giardino.
Voghera, io la vedo così scrive brevi scorsi o annotazioni più dilatate, come nel caso delle case ex Soms e del Teatro Sociale, facendo intuire che il viaggio all’apparenza casuale ha avuto invece mete mirate. Spazio anche alle case, di ieri e di oggi, ai giardini, i murales, i negozi e il mercato, luoghi che segnalano vita, lavoro e creatività.
In sottofondo, dichiarato solo ufficiosamente dagli autori e dagli editori, un invito innanzitutto rivolto ai Vogheresi a osservare la propria città e i suoi richiami architettonici e urbanistici, narratori di un presente e di una storia significativi.
Prima di domenica, alla Sensia non mancheranno le occasioni culturali: dalla mostra dedicata proprio a Voghera, io la vedo così in Emeroteca, ogni giorno con gli orari della Fiera, alle numerose attività dei musei cittadini, fino alle due grandi mostre al Castello Visconteo.

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